Site icon Eva Casini

2019-2020

Immagini grandiose
di ghiacciai sgretolati
nei gelidi abissi della Groenlandia
Uccelli migratori
sulle cui zampe
si è calcificato il sale
di antichi laghi deserti
Primati che fuggono
dai palmeti in fiamme
schermando gli occhi dei piccoli
glauchi di fumo e lacrime
hanno lanciato l’allarme
Mandrie di bestie orfane
esemplari rachitici
senza rifugio
hanno marciato in carovana
sui sentieri brulicanti di occhi
appartenuti agli Edipo accecati
che hanno rifiutato di guardare
il volto della catastrofe
che essi stessi hanno innescato
Branchi di lupi digiuni
sono discesi dai monti
per cibarsi nelle nostre strade
I gabbiani hanno seguito fiaccamente
gli oceani in risacca
per beccare tra i nostri rifiuti
le ultime scaglie
prima dell’estinzione

Così hanno iniziato
a emularli gli uomini
raccogliendo infanti tra le braccia sfinite
marciando con i piedi affondati nella sabbia
risucchiati tra le dune roventi
come una colonia di formiche inattesa
Hanno sfidato i gorghi
di Scilla e Cariddi
per aggrapparsi ostinati
agli scogli taglienti
pronti a mozzare loro le dita
quale cortese benvenuto

Abbiamo razziato foreste e miniere
banchettato con l’ambrosia involata
sacrificato il futuro dei nostri figli
per mettere alla prova l’onniscienza degli intellettuali
dei buonisti
dei salotti dei tolleranti
e solo sul finale
abbiamo rimescolato le carte
abbiamo risposto “Nessuno”
a chi ci cercava col nome di Tantalo
abbiamo puntato il dito
contro i vulnerabili bloccati  alla frontiera
li abbiamo respinti nel Tartaro
a morire di fame e di sete
mentre la vite al di qua del muro
scaricava i grappoli marci
nelle pozzanghere

Non abbiamo creduto alle donne 
che liberavano il segreto secolare
della loro sapienza
unico compenso al dolore
dell’oppressione sistematica
e dell’odio

Roba da femmine,
queste chiacchiere sul patriarcato
Fai la brava,
Cassandra,
voi donne siete così scaltre
cosa non inventereste
per rovinare un uomo perbene
lo intrigate sino alla follia
e poi piangete le vostre sorelle morte
vipere isteriche
sciagurate già solo
per il possesso dell’utero

Proviamo più disgusto
per chi non riesce a vergognarsi
del proprio sangue mestruale
che per il sangue
di un ecosistema agonizzante
tenuto in vita appena
dal miraggio del profitto
dalle eliminazioni fisiche perpetuate
per qualche bene superiore
dalla viltà contro le prevaricazioni
osservata per proteggere gli interessi personali
o perché la ragione si dà solo ai matti, ai fessi e ai bambini

L’alba del nuovo decennio
è bendata da una foschia irrespirabile
rischiarata da frettolosi bagliori
in cui si disperde la polvere da sparo
e il clamore volgare
dei botti di Capodanno.


Majestic images 
of glaciers crumbling
in the freezing waters of Greenland
Migratory birds
on whose legs
the salt of ancient deserted lakes
has calcified
Primates escaping
from burning palm groves
shielding the eyes of their little ones
glaucous for smoke and tears
have sounded the alarm
Herds of orphaned beasts
rickety specimens
without shelter
have marched in a caravan
along the paths teeming with eyes
that belonged to the blinded Oedipus
who refused to look
the face of catastrophe
that they themselves have triggered
Packs of fasting wolves
have come down from the mountains
to feed in our streets
Seagulls have wearily followed
the undertow of the oceans
to peck in our garbage
the last scales
before extinction

Thus men started
to emulate them
picking up infants in their exhausted arms
marching with their feet sunk in the sand
swallowed into the hot dunes
like an unexpected ant colony
They challenged the maelstroms
of Scylla and Charybdis
to cling tenaciously
onto the sharp cliffs
that were ready to chop off their fingers
as a kind welcome

We have ransacked forests and mines
feasted with the stolen ambrosia
sacrificed our children’s future
to test the omniscience of intellectuals
of the do-gooders
of the salons of tolerants
and only on the finale
we shuffled the cards
we answered “No one”
to those who were calling us by the name of Tantalus
we pointed the finger
against the vulnerable ones stuck on the border
we pushed them back into Tartarus
left them dying of hunger and thirst
while the vine on this side of the wall
unloaded the rotten bunches
in puddles

We didn’t believe the women
that were unleashing the age-old secret
of their wisdom,
sole compensation for grief
systematic oppression
and hatred

Girl stuff,
this chit-chatting about patriarchy
Be a good girl,
Cassandra,
you women are so cunning
what wouldn’t you invent
to ruin a decent man
you intrigue him to the point of madness
and then you mourn your dead sisters
them hysterical vipers
ill-fated as they are
for owning a uterus

We have more revulsion
for those who can’t feel ashamed
of their menstrual blood
than for the blood
of an agonizing ecosystem
barely kept alive
by the mirage of profit
by physical eliminations perpetuated for some greater good
by cowardice against prevarication

which we observe to protect personal interests
or because one only has to acquiesce to fools, idiots and children

The dawn of the new decade
is blindfolded with an unbreathable haze
brightened by hasty flashes
where are dispersed the gunpowder
and the vulgar clamor
of New Year’s fireworks.

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